Quando non riusciamo a mettere un freno al nostro pensiero

Capita di rendersi conto che si passa molto tempo a pensare a qualche situazione o evento della vita senza riuscire a distarsi o a fermare questo comportamento, con ripercussioni importanti sul nostro stato emotivo e sulla qualità di vita (ad esempio si inizia a soffrire di insonnia).

Questo pensare continuo e ripetitivo può riferirsi a qualcosa che abbiamo vissuto nel passato – in questo caso ruminiamo su quanto accaduto provando rabbia o tristezza o entrambe – oppure a qualcosa che temiamo possa accadere nel futuro – quindi rimuginiamo sui possibili eventi futuri avvertendo ansia, insicurezza e paura. La cosa certa è che i contenuto del ruminare/rimuginare sono sempre negativi, così come le emozioni che portano con sé.

Generalmente questo tipo di pensiero è vago e confuso e non porta all’azione, ma richiama alla mente altri fatti o pensieri collegati, altrettanto negativi. Ciò significa che il soggetto, che nel ruminare e rimuginare disperde una grande quantità di energia, in realtà non arriva ad agire per risolvere il suo problema e, se agisce, lo fa sull’onda del dolore, della rabbia o della paura con conseguenze che finiscono per aggravare il problema stesso. Inoltre, il non riuscire a frenare il pensiero ripetitivo genera la sensazione di mancanza di controllo e quindi un abbassamento della fiducia in noi stessi con conseguente tristezza.

Per interrompere questo flusso di pensieri è prima di tutto necessario diventare consapevoli dei suoi contenuti e della sua inutilità e nel contempo riconoscere che si può fare qualche cosa di concreto per risolvere il problema. Può essere utile confrontarsi con qualcuno, perché tradurre i pensieri in parole aiuta già a ridurre la sofferenza emotiva, a dare una forma più chiara a ciò che proviamo e quindi anche a trovare una possibile soluzione a ciò che ci sta a cuore.