Parliamo di ansia

Se la depressione è rivolta al passato – pensiamo di aver perso l’affetto di una persona, la stima di noi stessi, una buona occasione… e di non poterci più fare nulla – l’ansia, invece, è rivolta al futuro, un futuro che per qualche aspetto ci preoccupa o addirittura ci spaventa in modo tale da renderci poco sereni, agitati, insonni…

È necessario chiarire che non tutta l’ansia è negativa, anzi, entro una certa misura essa è addirittura benefica perché potenzia le nostre capacità di attenzione e di concentrazione. Pensiamo, ad esempio, di dover sostenere un esame importante: l’ansia ci aiuta a stare attenti ed a ridurre sensibilmente le possibilità di sbagliare. Cosa succederebbe, invece, se, a causa dell’ansia, a quell’esame non riuscissimo a combinare nulla o non ci presentassimo affatto perché temiamo di non farcela, di fallire o di deludere? Proprio in questo sta la differenza tra l’ansia normale e l’ansia eccessiva: la seconda manda la nostra mente in cortocircuito o addirittura ci blocca, costringendoci ad evitare le situazioni che possono generarla proprio per non provare quello stato emotivo così doloroso. A volte poi possiamo riuscire ad affrontare le situazioni che ci fanno così paura, ma cercando prima mille rassicurazioni o rimuginando a lungo, trascinando così questo malessere nel tempo. Da questo semplice esempio è possibile comprendere come l’ansia possa avere ricadute negative sulla nostra vita e limitarci in aree anche molto importanti come le relazioni affettive, un corso di studi, una carriera soddisfacente.

Spesso, legata all’ansia, vi è una scarsa stima nella nostre capacità di poter fare fronte agli eventi della vita. Non sono quindi tanto gli eventi in sé a causarci ansia, ma la nostra sensazione di non avere le risorse per farvi fronte. In alcuni casi questa scarsa stima riguarda campi o compiti ben precisi (le relazioni, il lavoro, la salute…), ma a volte tende ad allargarsi a vari aspetti della nostra esistenza, costringendoci a vivere in un costante stato di apprensione.

Cosa fare? Innanzitutto è utile sapere che è possibile imparare a controllare l’ansia, o a ridurla in modo che svolga solo la sua funzione positiva. Per prima cosa è necessario riuscire ad individuare cosa effettivamente ci preoccupa (il fallimento, il giudizio degli altri, l’incertezza…non sempre chi prova ansia è in grado di esplicitare cosa effettivamente teme, perché l’ansia una risposta fisiologica che può comparire in varie situazioni) ed adottare strategie utili per affrontare ciò che ci fa paura. In questo può esserci di aiuto il confronto con un professionista che ci aiuti ad individuare le nostre vere paure, ma anche i nostri punti di forza.

E ricordiamo che ci stiamo impegnando in un cammino di “progressione nell’imperfezione”, che inizierà con piccoli passi, ma ci porterà a vivere una vita più piena e serena. Proveremo ancora ansia, perché ciò fa parte della vita, ma non ne saremo più soverchiati ed avremo risorse nuove per gestirla.